Italia, soldi per medici si, soldi per infermieri Ni. Perchè ?

Italia, soldi per medici si, soldi per infermieri Ni. Perchè ?

Siamo alle solite, i soldi per i medici si trovano sempre e comunque (no che sia un male) ma esistono altre categorie come gli infermieri che sostengono con sacrificio il SSN non ci sono mai. Gli infermieri sono 20 anni che aspettano un contratto degno almeno a quello della media europea.

Un padre o madre infermiere single, separato o monoreddito con figli non ha di come arrivare a fine mese e questo per noi è più che scandaloso. 

Come mai in Italia c'è questa diseguaglianza tra medici e infermieri ? C'è chi parla di casta, chi dice perchè i medici sono nel parlamento e nel senato. Secondo noi perchè ai tavoli trattanti i medici hanno i sindacati di categoria, ossia sindacalisti medici che sanno cosa dicono e soprattutto di cosa parlano e si battono fino all'estremo per la propria categoria. 

Mentre l'infermiere ai tavoli che contano, nelle rsu sono per la maggioranza in mano ai sindacati generici, ossia sono seguiti da sindacalista che magari per mestiere fanno l'amministrativo, il dipendente di banca, la signora delle pulizie, il metalmeccanico, etc etc persone che per tutto il rispetto e l'impegno che ci metteranno...non sapranno mai veramente cosa serve a un infermiere a un fisioterapista a un oss a un tecnico, meglio dell'infermiere. L'infermiere nei festivi, di notte, negli scioperi generali o di fronte a qualsiasi problema è l'unico presente,, l'unico a fare da tappa buchi, gli unici a fianco del paziente e l'unico che veramente gli tiene la mano in punto di morte  o il primo che si accorge di un improvviso peggioramento salvandogli la vita anche se poi è sempre il medico a prendersi il merito... Noi del Pungiglione siamo del parere che per la categoria degli infermieri ma anche delle altre professioni sanitarie i sindacati di categoria infermieristici potrebbero fare la differenza e uno per noi sopra agli altri la sta facendo, il Nursing Up che negli ultimi mesi ha chiesto la disdetta del pessimo contratto voluto dai generici, ha chiesto 25.000 assunzioni subito, hanno lavorato per il ddl su libera professione e intramoenia, etc. Anzi vi postiamo sotto cosa chiede il sindacato di categoria degli infermieri e ancora sotto il loro ultimo comunicato stampa di ieri 24/07/19.

Nursing Up chiede:

  1. Il passaggio alla categoria E per tutti gli infermieri e per i professionisti sanitari afferenti ai profili sanitari ex legge 42/1999
  2. La libera professione
  3. Le indennità di esclusività
  4. L’introduzione, regolamentazione e retribuzione dell’Istituto delle Consulenze
  5. Le progressioni di carriera per le funzioni esperte, con incarichi strutturati nei ruoli organici delle aziende ed indennità professionale specifica non riassorbibile
  6. La categoria ES per gli specialisti, con incarichi strutturati nei ruoli organici delle aziende
  7. La categoria F per i coordinatori e con previsione di competenze sovraordinate
  8. La revisione delle indennità e dell’ordinamento degli incarichi organizzativi delineati dal Ccnl 23 maggio 2018
  9. Il riconoscimento della competenza acquisita sul campo dagli infermieri e dagli altri professionisti ex legge 42/1999 con le seguenti modalità alternative: – Il diritto di ogni professionista, dopo il quinto anno di servizio senza demerito, di ottenere un tributo alla particolare competenza acquisita, attraverso una indennità di competenza professionale specifica, di tipo fisso e ricorrente, integrata annualmente in sede di contrattazione decentrata– Il riconoscimento, analogamente a quanto già accade per i medici, di una indennità di specificità sanitaria pari ad € 400 mensili, strumento attraverso il quale si dà atto e si valorizzano le profonde differenze delle professioni sanitarie rispetto agli altri dipendenti della Pubblica Amministrazione
  10. La revisione completa delle indennità contrattuali delle professioni sanitarie oggi esistenti, che sono ferme al secolo scorso (ad es. l’indennità notturna viene pagata € 2,74 lorde l’ora), con omogeneizzazione rispetto al trattamento economico dei dirigenti sanitari
  11. Il riconoscimento contrattuale dei professionisti che si occupano di formazione, sia nel comparto, sia come dirigenti, con riconoscimento contrattuale e stabilizzazione di coloro che si trovano da anni assegnati presso le Università con ruoli di didattica, tutoraggio e direzione.
 -Firma la nobile petizione organizzata da un gruppo di studenti e colleghi, noi lo abbiamo fatto ci vogliono 10 secondi. Dimostriamo a chi ci vuole divisi che siamo uniti in tutto:   https://www.change.org/p/luigi-di-maio-equiparare-lo-stipendio-dell-infermiere-italiano-a-quello-medio-europeo  

Vi postiamo sotto il comunicato stampa del sindacato di categoria Nursing Up:

Sanità, Nursing Up: Aumenti e indennità ai medici sono la prova che i soldi ci sono anche per gli infermieri che aspettano da 20 anni un contratto dignitoso

Roma, 24 lug. - “Con la chiusura del contratto dei medici che prevede l’aumento di 200 euro al mese è caduta la maschera: se i soldi li hanno trovati per loro, dovranno tirarli fuori anche per gli infermieri. Non vediamo l'ora di sederci al tavolo contrattuale perché il nuovo Ccnl dei medici rappresenta la prova provata che le risorse non sono davvero un problema. Non esistono differenziazioni di casta quando si parla di lavoratori della pubblica amministrazione: se i medici hanno aspettato 10 anni per questo rinnovo, gli infermieri dovranno essere refusi per 20 anni di attesa e di vessazioni alle dipendenze di enti pubblici che nemmeno riconoscono loro i ruoli e le funzioni”. Così Antonio De Palma, presidente del sindacato degli infermieri Nursing Up, commenta la notizia del rinnovo contrattuale dei medici.

I 265mila infermieri pubblici, circa il 60% del totale dei 509mila dipendenti del comparto sanità, non possono più essere trattati come fantasmi perché sarebbe come affondare una lama nel cuore pulsante del sistema. Chiameremo a raccolta la categoria e faremo appello a tutte le organizzazioni sindacali che la pensano come noi e che vorranno difendere i diritti della gente che rappresentano: si profila un autunno caldo per la sanità italiana.

“Ci avevano promesso la valorizzazione dei professionisti sanitari con l'istituzione della Commissione paritetica sull’ordinamento professionale - prosegue il presidente Nursing Up - ma i lavori all’Aran non sono mai veramente partiti e addirittura sono stati bloccati per fare spazio proprio al rinnovo contrattuale dei medici. Oltre al danno anche la beffa? Non ci sentiamo rispettati né considerati e chiediamo al Governo quando verrà il nostro turno”.

Mancano all'appello oltre 60mila infermieri: la carenza di personale è strutturale, accertata da tempo e denunciata persino dalla Fnopi che l'ha certificata con studi che collocano l'assistenza sanitaria in Italia molto al di sotto degli standard internazionali, soprattutto nelle Regione sottoposte ai famigerati piani di rientro, e ancora non viene sbloccato il turnover con un piano assunzioni nazionale che copra i fabbisogni minimi di personale. Chiudono i reparti, saltano i servizi, dilaga il fenomeno del demansionamento e delle aggressioni agli operatori sanitari, e nessuno alza un dito. Dopo innumerevoli appelli caduti nel vuoto, ora sono proprio gli infermieri a sentirsi presi in giro.

“Non ci sono abbastanza infermieri - spiega De Palma - e hanno aumentato l'indennità notturna solo ai medici dal 50 sino al 140% per chi lavora al pronto soccorso. Stando a quest’ultima tornata contrattuale, medici e dirigenti che superano i 5 anni di anzianità avranno la certezza di un incarico e l'azienda sarà obbligata a retribuire tale incarico. E sottolineo che tutti quelli che hanno lavorato avranno diritto all'incarico, mentre gli infermieri per effetto dell’ultimo vergognoso contratto dovranno elemosinare incarichi a discrezionalità delle aziende sanitarie. Ma tutto questo non è in completa antitesi con ciò che sta accadendo per i medici?”.

Nel nuovo contratto dei medici vi è perfino una norma di garanzia che assicura loro quello che il Nursing Up ha chiesto per gli infermieri alla Commissione paritetica con un’indennità di valorizzazione e quindi una retribuzione di posizione certa che in base all'anzianità sia come quella riconosciuta oggi ai medici, che indipendentemente dall'incarico sarà pari a 5.000 euro superati 5 anni di servizio, 6.000 dopo 15 anni e 7.000 dopo 20 anni. “Il colpo di grazia arriva quando apprendiamo che i medici hanno addirittura ottenuto ciò che chiediamo da sempre per gli infermieri - conclude De Palma - ovvero il diritto dopo i 62 anni di età di essere esonerati dalle guardie notturne. Non vi è alcun dubbio: vogliamo che il contratto dei medici sia per noi la base di partenza del rinnovo del Ccnl degli altri professionisti sanitari, nel rispetto del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione e se è vero che gli infermieri non sono le Cenerentole della sanità”.

                                    

Ufficio stampa Nursing Up