Plastica e biocarburante dalle mosche. Università di Modena.

Plastica e biocarburante dalle mosche. Università di Modena.

Quante persone nella loro vita si sono chieste: ma le mosche a cosa servono ? Sono così fastidiose e sporche.

Oggi la risposta ci è data dall’Università di Modena con un progetto non solo all’avanguardia ma rivolto alla salvaguardia dell’ambiente.

Obbiettivo di questa ricerca dovrebbe essere quello di produrre niente di meno che plastiche biodegradabili. Il costo della ricerca non arriva ad un paio di tiri di pallone del più scarso giocatore di calcio di serie A, nemmeno un milione e mezzo di euro.

Tutto questo partendo dalle mosche, in particolare un tipo di mosca proveniente dal continente americano, la mosca soldato (Hermenia illucens).

Le sue larve sono estremamente voraci, tanto che in una dimostrazione nello stato Americano dell’Ohio hanno fatto sparire 24000 tonnellate di rifiuti e producendo un buon compost proteico e ricco di grassi, senza cattivi odori che attirano le mosche domestiche.

Con questo composto si potrebbe realizzare delle plastiche biodegradabili.

Le mosche soldato adulte invece, tranquilli, non sono attratte dall’uomo e vivono pochissimi giorni, il tempo di accoppiarsi e riprodursi. Dalla morte degli insetti si prevede di ricavare schiume, additivi, spugne, fibre, addirittura dal grasso delle mosche una ditta americano vorrebbe produrre del biocarburante.

Pasquale G.